Mostra di Simone Ubbiali, Erika Ungari e Lorenzo Villa
Inaugurazione: sabato 15 novembre 2025 ore 15:00-19:00
Apertura: 16 – 19 novembre 2025 ore 15:00-19:00
c/o Spazio Giacomo, via Suardi 6, Bergamo
L’Accademia di Belle arti G. Carrara, Politecnico delle Arti di Bergamo è lieta di presentare Persistente, mostra di Simone Ubbiali, Erika Ungari e Lorenzo Villa. L’evento è parte del programma di ArtDate, il Festival di Arte Contemporanea di Bergamo organizzato da The Blank (XV edizione, 13-16 novembre 2025). Consulta qui il programma completo di ArtDate.
Dopo la conclusione dell’esperienza di via Quarenghi, Persistente segna la riapertura dello spazio espositivo dell’Accademia: Spazio Giacomo riapre infatti nella nuova sede al civico 6 di via Suardi.
La mostra Persistente riunisce tre installazioni che indagano il concetto di permanenza nel tempo — della memoria, della materia, della tecnologia — attraverso linguaggi visivi, sonori e scultorei. In un dialogo tra passato e futuro, organico e artificiale, umano e meccanico, le opere presentate mettono in scena ciò che resiste, muta e sopravvive nei processi di trasformazione.
L’opera di Erika Ungari, una doppia proiezione su lastra di gesso invita il visitatore a un attraversamento dello spazio-tempo. Su un lato, un’immagine d’archivio ritrae gli operai della Fondazione Dalmine durante la posa della prima pietra di una grande industria siderurgica: testimoni di un’epoca che ha costruito, con il proprio corpo e la propria fatica, le fondamenta della modernità. Sull’altro lato, lo stesso mondo si trasforma in un modello di città spogliata, un labirinto dove figure spettrali vagano senza meta. L’opera diventa così un dispositivo di memoria, un varco in cui il ricordo collettivo si mescola alla visione di futuri possibili e inquieti.
L’opera di Simone Ubbiali è un ambiente trasparente, un ecosistema sonoro artificiale mette in dialogo acqua, vibrazioni e micro-meccanismi. Ispirata alla bio-acustica vegetale, questa installazione esplora la possibilità che anche le piante “ascoltino” e rispondano al suono, trasformandolo in linguaggio sensibile. Il lavoro propone una riflessione sulla coesistenza tra natura e tecnologia, e sul suono come ponte percettivo tra specie, rivelando una vitalità che persiste oltre i confini del visibile.
Infine, Lorenzo Villa prende in esame oggetti tecnologici obsoleti e monitor silenti, due video scorrono in loop in un ciclo di fermentazione visiva: un processo continuo di decomposizione e rinascita. Testi sospesi su fondo blu e scannerizzazioni tridimensionali di reperti del quotidiano si deformano lentamente, suggerendo una metamorfosi ininterrotta della materia digitale. Qui la tecnologia diventa organismo, memoria viva, traccia di un tempo che non smette di rigenerarsi.
Persistente è una riflessione sull’energia che attraversa le forme, sulle presenze che restano e si trasformano, sull’impossibilità di estinguere completamente ciò che è stato.
Un percorso tra immagini, suoni e relitti del contemporaneo che invita a ripensare la durata — non come fissità, ma come continuo atto di resistenza e metamorfosi.
