“Carminare”. Incontro con Aimara Garlaschelli

Giovedì 27 marzo 2025, ore 14:00
Aula A1 – Accademia di Belle Arti G. Carrara, Piazza Giacomo Carrara 82/d, Bergamo

Nell’ambito del corso di Elementi di produzione video
Docente Alessandro Quaranta

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Carminare come «carme», componimento poetico, come la cardatura della lana (carmen «strumento per cardare), come carminare cioè «guarire con incantesimi» Carminare può riferirsi allo scrivere poesie o al recitare formule magiche. Quando la poesia forma un’immagine si apre al meraviglioso; diventa un dispositivo ottico della mente che osserva attraverso i sensi, una lente magica d’ingrandimento poggiata sulla natura, «qual è colui che sognando vede». La poesia che cerca la parola esatta è tanto più visionaria quanto vicina alla realtà, perché come ha scritto J. A. Baker: «Fra tutte le cose, la più difficile è vedere ciò che è davvero lì».
Durante l’incontro con l’autrice si attraverserà il tema dell’immagine intesa come visione: dalla nuova traduzione del Falco Pellegrino di Baker, a Nel nome della madre, in dialogo con la poetica delle video opere di Alessandro Quaranta, per il quale nelle valli occitane, «scarma» è riferito a un’inezia, un dettaglio. Allora, «carminare» potrebbe anche indicare la scelta di andare a cercare dei dettagli, elementi apparentemente marginali, ed elevarli a cose preziose; Leonardo Da Vinci: «Non ti sia grave il fermarti alcuna volta a vedere nelle macchie de’ muri, o nella cenere del fuoco, o nuvoli o fanghi, od altri simili luoghi, ne’ quali, se ben saranno da te considerati, tu troverai invenzioni mirabilissime», perché «nelle cose confuse l’ingegno si desta a nuove invenzioni».

Biografia
Nata a Sondrio, nel 1971 vive a Milano. Una scelta di sue poesie sono state pubblicate nell’antologia Quadernario (2013) e sulla rivista “Clandestino”; per “Poesia” ha scritto il breve saggio «Ezra Pound il “Sage Homme” di The Waste Land (2017)». Ha pubblicato la raccolta Figure di silenzio, Lietocolle (2016); per ETS ha tradotto e annotato il volume: T. S. Eliot, La terra desolata, saggio introduttivo di Anthony Leonard Johnson (2018) e la drammaturgia in versi Il rito delle ore, postfazione di Stefano Agosti (2019). Per Einaudi è uscito il poemetto Nel nome della madre (2022). Alfabeto della posterità, ovvero la decostruzione della fine, Scalpendi editore (2023) è un testo tra genere epistolare, saggistica e poesia sul problema della generazione dei testi da parte dell’intelligenza artificiale nel linguaggio. Per Il Saggiatore esce in aprile la traduzione Il falco pellegrino di J. A. Baker, un classico della letteratura naturalistica britannica.
aimara.garlaschelli@gmail.com

Per ulteriori info scrivere a alessandro.quaranta@abagcarrara.it o alla segreteria didattica.