Incontro con Luca Cerizza

Giovedì 29 gennaio 2026 ore 14:30-16:30
Aula B1 – Accademia di Belle Arti G. Carrara, Bergamo

Nell’ambito dei corsi di Progettazione di allestimenti (biennio), Pittura 1 (biennio), Pittura 1-2-3 (triennio) 
Docenti Sara Enrico, Ettore Favini e Marco Bongiorni

Incontro aperto a tutt3


La conferenza presenta una sintesi dell’attività curatoriale di Luca Cerizza attraverso una selezione di casi studio nel corso di oltre di vent’anni (2001-2024). Condotta sempre da una posizione di free-lance, la mia pratica curatoriale si è inevitabilmente venuta a confrontare con un’estrema varietà di spazi espositivi spesso non istituzionali e non convenzionali; con contesti fisici, sociali ed economici diversi, con i quali, di volta in volta, è entrata in dialogo. Questo confronto con il contesto è stato elemento fondante all’interno di una ricerca in cui, d’altro canto, mi sembra di poter individuare alcune linee di tensione, di cui forse la più costante è l’attenzione per una dimensione esperienziale, l’attenzione per una forma di “perfomatività spaziale” che mette al centro le dinamiche tra contesto espositivo, intervento artistico e ruolo del pubblico.
Da questo nucleo s’innestano una serie di direttive che emergono in momenti diversi nel corso degli anni: il rapporto tra arti visive e paradigma sonoro; il dialogo con il paesaggio urbano e il linguaggio architettonico; l’attenzione per una dimensione teatrale e performativa; la mostra come macchina scenica, soprattutto nelle grandi mostre personali; l’interesse per formati “discorsivi”, indifferenti a una restituzione oggettuale dell’esperienza artistica e della sua storia.
La conferenza attraverserà una quindicina di esempi di una pratica quasi trentennale, aprendo al
confronto con gli studenti sia su questioni tecniche che teoriche della pratica curatoriale.
 
Luca Cerizza (Milano, 1969) è curatore e scrittore d’arte. Vive a Torino. Dal 2006 insegna Museologia e Studi Curatoriali al master specialistico della NABA (Nuova Accademia di Belle Arti, Milano).
Autore di Alighiero Boetti. Mappa (Afterall, Londra 2008/Electa, Milano 2009), Cerizza ha curato la raccolta dei testi di Giovan Battista Salerno su Alighiero Boetti (Massimo De Carlo, 2009), l’antologia dei testi critici di Tommaso Trini (Johan & Levi, Milano, 2016), e le più complete monografie su Diego Perrone, Gianni Pettena (2020), Massimo Bartolini (2022, con Cristiana Perrella) e Kazuko Miyamoto (2024, con Zasha Colah ed Eva Fabbris).
 
Tra gli ultimi progetti curatoriali: le mostre personali di Tomás Saraceno (Museo di Villa Croce, Genova, 2014, con Ilaria Bonacossa), Kazuko Miyamoto (The Japan Foundation, Delhi, 2015), Prabhakar Pachpute (National Gallery of Modern Art, Mumbai, 2016), la mostra principale della terza Pune Biennale (Pune, India, 2016; entrambe con Zasha Colah), le mostre personali di Gianfranco Baruchello (Raven Row, Londra, 2017), Tino Sehgal (OGR, Torino, 2018), la mostra Vincenzo Agnetti. NEG: Suonare le pause (Padiglione de l’Esprit Nouveau, Bologna 2021/Fondazione Antonio Dalle Nogare, Bolzano 2022), la mostra Massimo Bartolini. Hagoromo (Centro Pecci, Prato, 2022-23. Con Elena Magini) e il progetto Afghanistan di Farid Rahimi (2024).
 
Cerizza è stato il curatore del Padiglione Italia presso la Biennale d’Arte di Venezia 2024, con un progetto di Massimo Bartolini (in collaborazione con Caterina Barbieri, Gavin e Yuri Bryars, e Kali Malone).
 
 
Luca Cerizza, opening di Massimo Bartolini. Due qui/To Hear, Padiglione Italia, Biennale di Venezia 2024. Foto: Agostino Osio.