ARWE 2026

Dal 25 maggio all’8 giugno 2026, il Politecnico delle Arti di Bergamo – Accademia di Belle Arti G. Carrara partecipa all’Art Research World Expo (ARWE) di Torino. L’iniziativa, promossa dal Ministero dell’Università e della Ricerca per favorire l’internazionalizzazione dell’Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM), rappresenta un’importante vetrina internazionale per valorizzare la ricerca artistica come strumento di innovazione e produzione di sapere.

L’inaugurazione ufficiale della manifestazione si terrà lunedì 25 maggio 2026 a partire dalle ore 16:00 con la cerimonia ufficiale di apertura, seguita dall’inaugurazione delle esposizioni alle ore 18:30.

La presenza del nostro istituto celebra la varietà dei linguaggi contemporanei attraverso i lavori di dodici studenti e diplomati dell’Accademia: Chiara Brambilla, Mario Carminati, Ilaria Carrara, Alessandro Iosia, Moctar Ndiaye, Indira Offerman, Valeria Olivo, Carlo Rocca, Laura Santini, Andrea Toscano, Erika Ungari e Lorenzo Villa.

Venerdì 29 maggio 2026 alle ore 17:00, presso l’Ipogeo della Rotonda del Talucchi dell’Accademia Albertina di Torino, si terrà la performance audiovisiva inedita 452b: Soil Sample Visions del collettivo multimediale Tech Manèt.


L’installazione di Chiara Brambilla: Il n’utilisera sa veste

Chiara Brambilla presenta l’opera Il n’utilisera sa veste (2025). L’installazione accosta stampe di grande formato a testi, mettendo in dialogo una fotografia originale dell’Archivio Farabola — raffigurante un nido di scriccioli costruito nella tasca di una giacca appartenuta al Sig. François Piriou (Nid de roitelets dans une poche de veste!) — con il gilet del nonno dell’artista, rimasto appeso nell’attaccapanni di una cascina.

Il Sig. François Piriou fa indossare la sua giacca a degli scriccioli: una manica abbraccia il loro nido. Al gilet mancano le calde maniche, manca una persona che lo indossi, e qualcuno che possa abbracciare.

Il lavoro esplora la relazione tra memoria familiare e gli oggetti che la custodiscono, mostrando la distanza tra un oggetto abbandonato volontariamente e uno conservato come reliquia.


La rassegna Floating Realities (da Expo Osaka 2025)

Il progetto Floating Realities del Politecnico delle Arti di Bergamo indaga la Realtà Virtuale e le sfide che essa pone alla percezione del reale. Curato da Daniele Maffeis, nasce da un percorso didattico e sperimentale condotto con studenti e diplomati del biennio di Audiovisivi e Multimedia e del triennio in Multimedia, coinvolgendo Mario Carminati, Ilaria Carrara, Alessandro Iosia, Moctar Ndiaye, Valeria Olivo, Carlo Rocca, Laura Santini, Beniamino Sciabica, Andrea Toscano, Erika Ungari e Lorenzo Villa. Floating Realities esplora l’immersività non come fuga, ma come strumento critico per interrogare i limiti della realtà.

Presentato per la prima volta all’Expo 2025 di Osaka nell’ambito di WOW (We One Wave) — Art and design for future lives nel Padiglione Italia, il progetto approda ad ARWE 2026 con una selezione di video d’artista realizzati in computer grafica e con l’installazione di realtà virtuale The day I’ve been replaced di Alessandro Iosia. L’opera di Iosia intreccia una riflessione sulla teoria dell’uncanny valley con la fascinazione per la “bruttezza digitale”: l’esperienza conduce lo spettatore in una vallata dove il livello di realismo delle figure umane cresce progressivamente, generando un contrasto in cui l’aumento della somiglianza estetica si oppone a un crescente


La performance audiovisiva 452b: Soil Sample Visions

Il collettivo Tech Manèt presenta una performance audiovisiva in due atti, concepita come un’esperienza immersiva e progressiva in cui suono e immagine non si limitano a coesistere ma si co-generano, costruendo uno spazio percettivo condiviso tra performer e pubblico.

Nel primo atto (live visuals a cura di Alessandro Iosia e Lorenzo Villa; musica di Mario Carminati e David Magni) si parte da una condizione di assenza: buio, forme geometriche appena distinguibili e volumi astratti, piani che si sovrappongono e si sfaldano. Da questa astrazione emerge lentamente un ambiente tridimensionale in cui la natura prende possesso dello spazio attraverso architetture inghiottite dalla vegetazione e strutture colonizzate da radici e rampicanti.

Nel secondo atto (live visuals a cura di Indira Offerman; DJ set ambient di Carlo Rocca) il racconto compie una svolta temporale: si abbandona la dimensione sintetica del primo atto per entrare in un archivio. Il found footage costruisce l’immaginario di un mondo passato che sembra aver raggiunto il proprio apice in una dimensione lontana, mentre lo spazio diventa zona temporanea autonoma in cui la collettività incontra visioni di un futuro già esistito, filtrato attraverso ciò che la pellicola ha trattenuto. Il DJ set introduce un paesaggio sonoro che porta con sé le memorie di un territorio lontano, dove il ritmo diventa collettivo e il tempo si sospende.

Tech Manèt è composto da: Mario Carminati, Alessandro Iosia, David Magni, Indira Offerman, Carlo Rocca, Lorenzo Villa.


L’iniziativa costituisce la restituzione pubblica del progetto “Italian Network of Artistic Research and Art Education World Expo 2026” (INAR) (Codice Progetto: INTAFAM000_43 – CUP: I11I23000340006), finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 4 Componente 1, Investimento 3.4, Sotto-investimento T5 (“Partenariati strategici/iniziative per innovare la dimensione internazionale del sistema AFAM”).

Info e contatti Sito ufficiale dell’evento: arwe.it